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Come scegliere un fornitore di supporto psicologico per l’azienda

Le offerte si somigliano tutte sulla carta. Le differenze che contano emergono da sei domande, e nessuna riguarda il prezzo.

Sul mercato italiano le proposte di supporto psicologico aziendale si assomigliano moltissimo nei materiali commerciali: piattaforma, professionisti qualificati, riservatezza garantita, reportistica. Le differenze sostanziali stanno sotto quelle affermazioni, e non emergono se non si fanno domande precise.

Questa è la lista che vale la pena portare al primo incontro. Sono domande a cui un fornitore serio risponde in trenta secondi.

1. Chi eroga, esattamente

La domanda è: tutti i professionisti sono iscritti all’Albo degli psicologi? In Italia counselor e coach non sono professioni regolamentate, il che significa che chiunque può definirsi tale senza che esista un ordine a cui rivolgersi in caso di problemi.

Un fornitore che risponde con formule come “professionisti del benessere” o “esperti certificati” sta evitando la domanda. Chiedete l’ordine di iscrizione e la regione.

2. Quanto si aspetta, davvero

Il tempo che intercorre fra la richiesta e il primo colloquio è il singolo parametro che determina se un servizio serve a qualcosa. Un servizio con tre settimane di attesa arriva quando la crisi è già passata, nel bene o nel male.

Chiedete il tempo medio e il tempo massimo garantito per contratto, e chiedete se quel dato è misurato o stimato. Chiedete anche la disponibilità oraria: un servizio prenotabile solo in orario d’ufficio esclude di fatto chi lavora su turni.

3. Cosa vede l’azienda

La risposta accettabile è una sola: dati aggregati e anonimi, senza alcuna eccezione attivabile su richiesta della direzione. Se esiste una procedura, anche solo teorica, con cui l’azienda può risalire a un nome, il servizio è compromesso.

Chiedete anche la soglia minima di aggregazione. In un reparto di sei persone, un report che dice “due accessi” è un report che rende riconoscibili quelle due persone. Un fornitore che ha pensato al problema ha una soglia; uno che non ci ha pensato vi guarderà perplesso.

4. Cosa succede dopo le consulenze incluse

Il pacchetto include un numero finito di colloqui. La domanda è cosa accade a chi, alla fine di quelli, ha bisogno di proseguire.

Le risposte possibili sono tre: il servizio si interrompe, la persona prosegue a tariffa agevolata con lo stesso professionista, oppure viene indirizzata altrove. La seconda è l’unica che non spezza la continuità terapeutica proprio nel momento in cui conta di più.

5. Chi risponde se qualcosa va storto

C’è una differenza sostanziale fra un marketplace che mette in contatto professionisti e utenti e una struttura sanitaria che eroga un servizio. Nel primo caso la responsabilità clinica ricade sul singolo professionista; nel secondo esiste una struttura dietro.

In sede di gara e in sede di controllo questa distinzione conta, ed è la prima cosa che l’ufficio legale di un cliente strutturato chiede. Fatevela mettere per iscritto.

6. Cosa è compreso oltre i colloqui

Un servizio che si esaurisce nella prenotazione di colloqui scarica sull’azienda tutto il lavoro di far sapere alle persone che esiste, ed è il motivo per cui la maggior parte di questi servizi resta inutilizzata.

  • Materiali di comunicazione interna, pronti all’uso
  • Un piano di lancio, non solo una mail di annuncio
  • Strumenti di autovalutazione validati
  • Formazione per chi gestisce persone
  • Un referente stabile che conosce la vostra configurazione

Le risposte che dovrebbero far diffidare

Alcune formulazioni ricorrono e sono quasi sempre un segnale.

  • “Rispondiamo il prima possibile”, al posto di un tempo garantito
  • “Su richiesta possiamo fornire dati più dettagliati”, sulla riservatezza
  • “I nostri esperti sono tutti certificati”, senza dire da chi
  • “Il servizio si attiva in ventiquattro ore”, senza parlare di comunicazione interna
  • Un prezzo a forfait identico indipendentemente dal vostro contesto

Revisione clinica a cura diDott.ssa Francesca della Chiesa, Psicologa Psicoterapeuta

I contenuti hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza con un professionista.