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Come scegliere uno psicologo, e cosa fare se non è la persona giusta

Il fattore che predice meglio l’esito non è l’approccio teorico né gli anni di esperienza. È la qualità del rapporto, e si valuta solo provando.

Chi cerca uno psicologo per la prima volta si trova davanti a un elenco di nomi, sigle di approcci teorici e prezzi, senza criteri per orientarsi. La scelta finisce spesso per basarsi sulla vicinanza geografica o sul costo.

Ci sono criteri migliori, e uno in particolare conta più di tutti gli altri messi insieme.

Il requisito non negoziabile

Iscrizione all’Albo degli Psicologi. È verificabile in trenta secondi sull’albo online, ed è l’unico elemento che nessuna considerazione di prezzo, disponibilità o simpatia dovrebbe far passare in secondo piano.

Se il problema per cui state cercando aiuto è un disturbo strutturato, verificate anche l’annotazione di psicoterapeuta.

L’alleanza terapeutica batte l’approccio teorico

Cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico-relazionale: le differenze fra approcci esistono e per alcuni disturbi specifici ci sono indicazioni più precise. Ma la ricerca sugli esiti indica con notevole costanza che uno dei migliori predittori di risultato è la qualità della relazione fra paziente e professionista.

Questo ha una conseguenza pratica precisa: il professionista migliore in astratto non è necessariamente quello giusto per voi, e non c’è modo di saperlo dal curriculum.

Cosa chiedere al primo contatto

Domande legittime, a cui un professionista risponde volentieri.

  • Che esperienza ha con il tipo di problema che sto portando
  • Come lavora, in termini pratici: frequenza, durata indicativa
  • Quanto costa una seduta e come funziona la disdetta
  • Ogni quanto rivedremo insieme se sta servendo
  • Cosa succede se decido di interrompere

Cosa aspettarsi dal primo colloquio

Il primo incontro serve a inquadrare il problema e a capire se c’è le condizioni per lavorarci insieme. Non è ancora terapia e non dovrebbe produrre una diagnosi affrettata.

Segnali buoni: vi fa domande, vi lascia parlare, alla fine restituisce una lettura di quello che avete portato e propone un’ipotesi di lavoro. Segnali da valutare con attenzione: promesse di risultati in tempi definiti, diagnosi immediate, pressione a impegnarsi su un numero alto di sedute.

Se non è la persona giusta

Capita, ed è normale. Non significa che il professionista sia incompetente né che voi siate difficili: significa che quella combinazione specifica non funziona, e un professionista serio lo sa.

Potete dirlo esplicitamente, oppure semplicemente non prendere un altro appuntamento. Non dovete una spiegazione a nessuno. Quello che conviene evitare è concludere che la psicologia non fa per voi sulla base di una sola persona: è l’esito più comune e il più costoso.

Revisione clinica a cura diDott.ssa Francesca della Chiesa, Psicologa Psicoterapeuta

I contenuti hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza con un professionista.