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Eventi critici in azienda: cosa fare nelle prime settantadue ore

Il momento peggiore per decidere come si gestisce un evento critico è mentre sta succedendo.

Un evento critico è un fatto improvviso e grave che coinvolge il luogo di lavoro: un incidente serio, la morte di un collega, un’aggressione al personale, una rapina, un tentativo di suicidio.

Sono eventi statisticamente rari per la singola azienda e statisticamente certi su un orizzonte lungo. La differenza fra una gestione che contiene il danno e una che lo amplifica sta quasi tutta in decisioni prese prima.

Le prime ore

La priorità immediata non è psicologica: è la sicurezza, l’assistenza sanitaria e il rispetto degli adempimenti. Subito dopo viene la comunicazione, ed è lì che si commettono gli errori più costosi.

L’informazione deve arrivare dall’azienda, presto, e deve essere accurata. Il vuoto informativo viene riempito in poche ore da versioni informali, e le versioni informali sono quasi sempre peggiori dei fatti.

Cosa evitare

Alcune reazioni istintive producono danno aggiuntivo, e sono tutte frequenti.

  • Imporre a tutti un incontro di gruppo obbligatorio subito dopo l’evento
  • Chiedere a chi era presente di raccontare i dettagli davanti ad altri
  • Riprendere l’attività come se nulla fosse, nello stesso turno
  • Comunicare per mail un lutto che riguarda una persona conosciuta
  • Promettere che non accadrà più, quando non si può garantirlo

Perché il gruppo obbligatorio è controindicato

Le sessioni di debriefing psicologico obbligatorie e in gruppo immediatamente dopo un evento traumatico sono state a lungo prassi comune e non sono più raccomandate come intervento universale: alcune revisioni hanno segnalato che possono non produrre benefici e, in certi casi, interferire con i processi spontanei di elaborazione.

L’indicazione più condivisa oggi è offrire supporto accessibile su base volontaria, identificare chi presenta fattori di rischio e garantire un intervento specialistico a chi sviluppa sintomi persistenti, invece di trattare tutti allo stesso modo nello stesso momento.

Cosa serve nelle settimane successive

La maggior parte delle persone esposte a un evento critico attraversa una fase di reazione intensa e recupera senza intervento specialistico. Una minoranza no, e quella minoranza va intercettata.

  • Accesso rapido e volontario a colloqui individuali
  • Informazione chiara su quali reazioni sono attese e quali richiedono aiuto
  • Un punto di verifica a distanza di alcune settimane, non solo subito
  • Attenzione specifica a chi era presente e a chi ha prestato soccorso
  • Flessibilità reale su turni e mansioni nel periodo

Perché scriverlo prima

Durante un evento critico nessuno ha le condizioni per progettare una risposta: si fa quello che è già stato deciso, oppure si improvvisa.

Un protocollo definito in contratto, con tempi di attivazione garantiti e ruoli assegnati, si scrive in poche pagine e in un pomeriggio. È uno dei pochi casi in cui la preparazione costa quasi nulla e la sua assenza costa molto.

Revisione clinica a cura diDott.ssa Francesca della Chiesa, Psicologa Psicoterapeuta

I contenuti hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza con un professionista.