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Presenzialismo: il costo di chi viene al lavoro senza esserci

L’assenteismo si misura perché lascia una traccia. Il presenzialismo no: la persona è collegata, risponde, partecipa. E non produce niente.

Il presenzialismo è la condizione di chi è presente al lavoro ma, per ragioni di salute fisica o psicologica, rende in modo molto ridotto. È un fenomeno che le aziende raramente misurano, per una ragione semplice: non lascia traccia nei sistemi.

Un giorno di assenza è un dato. Otto ore di presenza improduttiva sono, nei registri, indistinguibili da otto ore di lavoro.

Perché costa più dell’assenteismo

La letteratura sul tema converge su una conclusione controintuitiva: il costo del presenzialismo supera quello dell’assenteismo nella maggior parte dei contesti. La ragione è che l’assenza è dichiarata e quindi gestibile, mentre la presenza improduttiva non attiva alcuna contromisura.

Quando una persona è assente, il lavoro viene riassegnato. Quando è presente ma non rende, il lavoro resta assegnato a lei, si accumula, e spesso produce errori che qualcun altro dovrà correggere più avanti.

Come si manifesta

I segnali sono per definizione poco appariscenti: è un fenomeno che si nasconde. Chi lo vive, spesso, sta facendo uno sforzo notevole proprio per non farlo notare.

  • Tempi di completamento che si allungano senza che il compito sia cambiato
  • Aumento di errori in attività di routine, padroneggiate da tempo
  • Difficoltà a iniziare compiti, con rinvii ripetuti
  • Presenza alle riunioni senza interventi, per settimane
  • Risposte immediate alle comunicazioni e lentezza nelle consegne

Il lavoro da remoto ha cambiato il fenomeno

Nel lavoro a distanza il presenzialismo ha preso una forma nuova: la dimostrazione di presenza. La persona in difficoltà risponde ai messaggi in pochi secondi, resta connessa oltre l’orario, partecipa a ogni chiamata, e produce sempre meno.

Il paradosso è che questi comportamenti vengono letti dall’organizzazione come segnali positivi. Un’azienda che misura la disponibilità invece del risultato premia sistematicamente il presenzialismo e non se ne accorge.

Le condizioni che lo producono

Il presenzialismo cresce dove assentarsi ha un costo percepito alto: contratti precari, culture che leggono l’assenza come scarso impegno, team sottodimensionati in cui mancare significa scaricare il lavoro sui colleghi.

Cresce anche, e in modo particolarmente netto, dove il disagio psicologico non è considerato un motivo legittimo di assenza. Una persona che non si sente autorizzata a stare male si presenta comunque, e resta lì finché non crolla del tutto.

Revisione clinica a cura diDott.ssa Francesca della Chiesa, Psicologa Psicoterapeuta

I contenuti hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza con un professionista.